Studio  
 
Ubicazione Nova Milanese (MB)
Realizzazione 2007-2010

Nella progettazione interna della chiesa – ad impianto longitudinale anche in relazione alla planimetria del contesto – grande importanza hanno avuto, per noi, alcune parole dell’ex Cardinale Arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, rivolte agli architetti di nuove chiese in occasione del convegno “Costruttori di Cattedrali” il 7 novembre 1995. Così diceva: “(…) Un’altra indicazione importante riguarda la simbologia delle forme architettoniche. Più di una volta, entrando in una nuova chiesa, mi sono stati spiegati tutti i particolari. Ma i simboli non sono da “spiegare”, bensì da intuire. La simbologia degli spazi e, in genere, delle forme architettoniche, deve essere percepibile con gli occhi e con il respiro. (…) I simboli non sono riducibili alla logica delle spiegazioni, ma devono essere perspicui, devono essere più goduti che capiti, devono parlare non solo a prima vista…”.
Uno dei simboli chiave della fede cristiana è quello della Luce, di un Dio che nella croce diventa fonte inesauribile di Vita, di Speranza, di Risurrezione, Luce eterna.
Sin dall’esterno, si nota il contrappunto tra la forma quadrangolare e stereometrica della chiesa, e l’elemento centrale a “vela” che ascende verso l’abside, partendo dall’ingresso all’aula; tale presenza, inserita in un contesto nel quale anche gli edifici circostanti l’area non sono di altezza rilevante, è dunque il riferimento compositivo e visuale, segno urbano e richiamo per la comunità.
Entrando in chiesa, subito lo sguardo è avvolto da tale “presenza”, simbolica, essenziale e pura, che ascendendo verso il grande lucernario, posto inclinato sul lato Sud, “cattura” la luce e la indirizza verso la croce sottostante; un altro lucernario, di più piccole dimensioni ed inclinato verso Nord, illumina la zona dell’altare, in modo più soffuso e discreto.
La croce, in ferro bronzato, in virtù di questo dialogo di luce naturale, è costituita da quattro bracci a L che si aprono, attraversati e “smaterializzati” dalla luce e quindi materializzati in luce stessa.
Le finestre a nastro corrono lateralmente lungo tutto lo sviluppo dell’aula, e sono state pensate come un percorso visivo, un racconto “biblico” tramite vetrate illustrate che conducono visivamente e materialmente verso l’altare.
Il luogo della riposizione eucaristica, ben leggibile anche dall’esterno, è stato concepito come un possente scrigno a pianta circolare che protegge e custodisce il Santissimo “che tutto abbraccia nell’amore”. Il tabernacolo è inserito al centro di questo volume cilindrico, che è illuminato in maniera soffusa da un lucernario zenitale a cupola.
La pavimentazione dell´aula liturgica è in lastre di pietra rettangolari color grigio antracite; la pavimentazione dell’altare e della zona santissimo è in granito nero assoluto posato a fasce trasversali, alternato bocciardato e lucido; le pareti sono intonacate color bianco.
La chiesa è collegata, tramite una passerella porticata, all’edificio dell’Oratorio, rettilineo e parallelo ad essa; tale edificio ha come perno e fulcro centrale l´ampia hall d´ingresso, dalla quale si diramano due distinte zone funzionali: quella “ricreativa” con il bar, la cucina ed il salone polifunzionale, e quella “educativa “ con varie aule per la catechesi. Al piano Primo un altro ampio salone polifunzionale ed altri spazi ricreativi.

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